Un’emozione unica, un viaggio nella storia, un pomeriggio a tu per tu con i grandi del passato. È il dono che il Lions Club Padova Host ha riservato a una nutrita delegazione dell’IRPEA, organizzando una visita alla Biblioteca Antica del Seminario e ad altri locali della storica struttura voluta da San Gregorio Barbarigo.
L’IRPEA è l’istituto cittadino che segue e aiuta da anni, ormai, numerosissime famiglie con figli portatori di diversi gradi di disabilità, con l‘obiettivo di reinserirli attivamente e compiutamente nella società. Il Lions Club Padova Host, sotto la presidenza di Sandra Nicoletto, ha voluto percorrere un tratto di strada al fianco dell’istituto di via Beato Pellegrino, proponendo incontri culturali, pomeriggi insieme, visite, e donando anche un’auto che servirà ai ragazzi per raggiungere i mercati ove vendono oggetti in ceramica e piante frutto del loro lavoro.
Ecco, nell’ambito di queste iniziative, si è svolta sabato 16 maggio 2026 la visita ai “tesori” custoditi nel “vecchio” Seminario che sorge nell’omonima via, a poche centinaia di metri da Prato della Valle.
La delegazione ‘irpeana’ era composta da due esponenti del Consiglio di amministrazione, Ancona e Paviola, dal responsabile dell’area disabilità, Stefano Stortolani, da giovani che vivono nei locali dell’istituto e dai loro accompagnatori e da ragazzi della parrocchia di San Pio X che affiancano il Lions in questo speciale service. Per il Lions, oltre alla presidente Sandra Nicoletto che ha fatto gli onori di casa (è l’Economa del Seminario) hanno partecipato la vicepresidente Carola Pagliarin, Giacomo Torzo con la moglie Elisabetta, Anna Stoppato, immancabile e preziosa presenza a ogni iniziativa a favore dell’Irpea, e Valentino Pesci che nel mese di marzo aveva parlato a Ca’ Solare dei preziosi contenuti della Biblioteca Antica.
Ha fatto da guida per tutto questo pomeriggio speciale la direttrice della Biblioteca Antica, Giovanna Bergantino, come sempre, oltre che preparatissima, instancabile, paziente nel soddisfare ogni curiosità, in grado di trasmettere l’entusiasmo che ha dentro di sé quando illustra i “tesori” custoditi nello scrigno di bellezza che dirige con tanta passione.
Impossibile elencare compiutamente tutto il materiale mostrato a quei tanti occhi curiosi, nelle tre sale della Biblioteca Antica (Sala Rossa, Sala Forcellini, e Sala Nera), sorte in anni diversi a partire dall’inizio del Settecento al Novecento, con la radicale sistemazione voluta dal vescovo Pellizzo.
Assieme ai tantissimi libri (sono oltre settantamila) la Biblioteca ospita anche oggetti straordinari come la pila donata al Seminario da Alessandro Volta, la bottiglia di Leida, il globo stellare di Jerome de Lalande e quello terrestre di Rigobert Bonne, il primo astronomo, il secondo cartografo, entrambi famosissimi. Fanno parte dei materiali del Gabinetto di Fisica che al terzo piano del Seminario raccoglie una batteria di strumenti all’avanguardia fra 700 e 900, perché S. Gregorio voleva i suoi preti santi sì, ma anche dotti. Ricordato dalla Bergantino, durante la visita, in particolare, il Banco di Melloni, una “machina”, tra le pochissime esistenti al mondo, utilizzata per lo studio dell’energia radiante emessa da una fonte di calore. È datata 1854 e sarebbe stato lo stesso Melloni a donarla al Seminario.
Oltre alle Bibbie, una più preziose dell’altra, sono state ammirate le diverse edizioni della Divina Commedia, una lettera di un arrabbiato Petrarca che contestava il proprio medico che voleva cambiargli la dieta; la bozza del “Dialogo sui massimi sistemi” di Galileo Galilei, piena di annotazioni apportate dello stesso genio toscano; il Lexicon, padre di tutti i vocabolari di latino, di Egidio Forcellini; il libro tra i più piccoli del mondo (9 millimetri per 17) edito da una tipografia padovana che riporta una lettera di Galileo in difesa della teoria che la terra gira attorno al sole e non viceversa. Particolarmente ammirate le 172 incisioni raccolte dal marchese Manfredini, di 167 autori diversi, il libro di salmi del Duecento, massima espressione del gotico francese con numerosi fregi in oro, finito nelle mani della badessa Bartolomea da Carrara, del monastero padovano di S. Pietro.
Prima del commiato dalla Biblioteca Antica, una gradita pausa-caffè, poi un salto per ammirare la Cappella di S. Gregorio Barbarigo e l’antico refettorio.
Dall’Irpea, all’indomani è giunta una lettera di ringraziamento particolarmente sentita inviata alla presidente Sandra Nicoletto: “Cara Sandra, grazie mille per averci data la possibilità di aver partecipato a questo interessantissimo evento. Come avrai potuto constatare di persona, i nostri ragazzi sono stati subito presi, ammaliati dalla bellezza e dell’importanza enorme di quanto visto. Complimenti anche alla direttrice Giovanna, preparatissima, innamorata del suo lavoro, che ha trasmesso a tutti noi con trasporto e semplicità le emozioni che questo scrigno pieno di tesori che il nostro Seminario custodisce con amore”.

